Knitting · Shawl

Be Sweet

E’ da almeno un anno che nel mio solito grande armadio, dormivano tranquille, coccolate dai profumi della lavanda, alcune palline di Bouclè Mohair della Be Sweet, acquistati su Loop.com durante una svendita estiva. Dico “palline” perché il filo è arrotolato stretto stretto a formare dei gomitoli davvero compatti, mentre di solito quelli di mohair sono belli soffici e gonfi.
Il tempo grigio e freddo di qualche giorno fa mi aveva fatto venire voglia di coccole e di calduccio, così ho pescato il Bouclè Mohair (50 gr = 100 m) nel colore 30, famigerato Mauve.
Come La Manos del Uruguay, anche questo è un prodotto equo-solidale, infatti è stato filato e tinto a mano da donne sudafricane attraverso un programma di lavoro che ha offerto opportunità di sviluppo a una regione rurale economicamente svantaggiata (il tasso di disoccupazione è circa del 75%), permettendo loro di non lavorare nelle piantagioni di ananas. Come cita anche l’etichetta, una parte delle vendite dei filati Be Sweet aiuta e supporta le scuole locali sudafricane. Insomma, un “buon” acquisto.

E poi….vogliamo parlare anche del mohair? Questo qui viene dal vello delle capre d’angora, discendenti da una specie originaria del Tibet e portata dal Turkmenistan in Turchia, dove i turchi riservavano questo prezioso e raro filato per i reali. Nel 1830, i turchi spedirono un gruppo di femmine e di maschi castrati in Sud Africa, non sapendo che una femmina era incinta e che avrebbe partorito un figlio maschio. Incrociandosi con specie locali, il risultato fu un angora più resistente, così che adesso il Sud Africa produce il 65% del mohair mondiale.

Ebbene, io mi ci sono fatta un collo, soffice come una nuvola e calda come pochi filati sanno essere.
Ho montato 20 maglie sui ferri da 10 mm e sono andata avanti a legaccio finché il gomitolo non è finito, ho chiuso in tondo ed ecco qua il risultato! Veloce e bello! I riccioli del bouclè sanno essere molto decorativi, senza dover così impazzire con intrecci, gettati e via dicendo.






It’s almost one year that in the same big wardrobe of mine were sleeping calm, cuddled by lavender smell, some little balls of Boulcè Mohair by Be Sweet, bought on Loop.com during some summer sales. I said “little balls” because the yarn is tightly wound in very compact balls, while usually we can find the mohair in soft and puffy ones.

Few mornings ago, gray and cold weather, I needed warmness, so I choose from my stash Bouclè Mohair (50 gr = 100 m) in the color number 30, the famous Mauve.
Like Manos del Uruguay, it is a fair trade product, in fact it was hand spun and dyed by women in South Africa under a job creation program opportunity in an economically depressed rural region with a 75% unemployment rate and little opportunity aside from hard labor in pineapple fields. Like the label says, a portion of the purchases is helping support the local school. So, a “good” bought.

And…what about the mohair? This mohair yarn comes from the fleece of Angora goats that are the descendant of a breed originally from Tibet and brought from Turkmenistan to Turkey, where the Turks reserved the rare and precious yarn for royalty. In 1830, the Turks shipped a group of does and castrated bucks to South Africa, not knowing that one doe was pregnant and would give birth to a male kid. Interbreeding with local breeds eventually resulted in a hardier Angora goat, and now south Africa produces 65% of the world’s mohair.

So, I knitted a cowl, soft like a cloud and warm like few yarns can be. I cast on 20 stitches on 10 mm needles and I knitted in stockinette stitch until I run out of yarn, I closed in round and this is it! Fast and beautiful! The curls of the bouclè are very decorative by themselves, without the use of crazy cables or patterns.

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